Domande e risposte
Sono un dipendente dell’INPS di ----; è arrivata da noi una signora che ha chiesto di fruire dei tre giorni al mese di permesso, agevolazione di cui la signora ha sempre fruito negli anni scorsi.
Il figlio della signora però quest’anno è diventato maggiorenne, ed essendo presente nel nucleo familiare un fratello che attualmente non lavora, ritengo di non poter accordare alla signora questo beneficio. La Circolare Inps n. 133/2000, cui faccio riferimento, afferma tale limitazione.
La signora è una vostra socia, dice di essere molto sicura del suo diritto, ha insistito perché vi contattassi per confrontarmi con voi...Ha ragione la signora.
Quanto indicato nella circolare n. 133 è stato superato con l’emanazione del Testo Unico sulla maternità e paternità, il Decreto legislativo n. 151/2001 che infatti afferma al comma 3 dell’art. 42 circa i genitori di figli maggiorenni: “quando i figli sono conviventi col genitore che chiede i permessi, il diritto a fruirne permane sempre, è quando i figli non sono conviventi che deve essere soddisfatta la condizione di continuità ed esclusività dell’assistenza”. Questo punto è stato poi esplicitato dall’Inps con la Circolare n. 138/2001.
Per approfondimenti: Agevolazioni sul posto di lavoro per i genitori, i familiari e i lavoratori con disabilità.In breve si tratta di capire se, a fronte della richiesta inoltrata all’Inps per usufruire del permesso giornaliero di 2 ore sino al compimento dei tre anni del figlio disabile, mi spetta di diritto o meno.
Sono genitore di una bambina con Sindrome di Down di un anno con moglie casalinga (disoccupata) ed ho presentato la domanda di cui sopra anche su delucidazioni fornite agli sportelli dell’Inps. Pertanto, quasi sicuro di essere in “regola” per beneficiare di tale diritto mi ritrovo invece con una risposta negativa che riporto:
“In relazione alla Sua domanda di permesso del ../../.. si comunica che la stessa non può essere accolta in quanto il diritto del padre ai riposi orari è derivato da quello della madre lavoratrice (Circolare Inps n.133 del 17.7.2000 e n.8 del 17.1.2003).
Avverso il provvedimento di reiezione è possibile proporre ricorso al Comitato Provinciale INPS ai sensi della Circ. n.182 del 04/08/1997 entro 90 gg dalla ricezione della presente, avvalendosi se preferisce, della consulenza gratuita degli Enti di Patronato.”
Ho rivisto più volte le circolari menzionate nella risposta e la famosa 104/92 art. 33, e veramente non trovo l’inghippo. Ammetto di non avere ancora sentito l’Inps per chiarimenti, ma credo non ci siano speranze; alcuni dubbi mi sono venuti in riferimento ai concetti di “Continuità dell’assistenza” e “Esclusività dell’assistenza”: è forse da intendersi che essendo mia moglie casalinga può prestare assistenza alla bambina in modo continuativo e quindi io non sono utile per assistere mia figlia ?
Chiedo cortesemente delucidazioni in riferimento alla possibilità di usufruire di tale permesso oltre alla possibilità di dover fare ricorso al Comitato Provinciale Inps. Ma a chi spetta tale agevolazione?
Distintamente ringrazioGent.mo,
il motivo per il quale non le hanno concesso le due ore al giorno di permesso si riferisce al fatto che, entro il compimento del primo anno di età del bambino questa agevolazione rientra nella normativa generale della maternità (non si tratta cioè di una misura specifica ed esclusiva per i genitori di bambini in situazione di handicap) e si tratta di una agevolazione prevista esclusivamente per la mamma. Il padre può fruirne solo nel caso la mamma non la utilizzi, essendo però lei stessa lavoratrice: se la mamma è casalinga o comunque disoccupata, questa agevolazione non può essere trasferita al padre.
Le due ore al giorno fruibili invece per i genitori di bambini con handicap in situazione di gravità sono di fatto il prolungamento di questa agevolazione, per questo possono essere prese solo dopo il compimento del primo anno di età e fino al compimento del terzo: in questo caso le due ore al giorno retribuite possono essere prese o dal padre o dalla madre, e in questo caso si tratta di un diritto soggettivo del genitore, indipendentemente dalla condizione lavorativa dell’altro.
Se la sua bambina non ha ancora compiuto il primo anno di età quindi la risposta fornita dall’INPS è lecita; se invece la sua bambina ha già compiuto il primo anno di età, no, perché in questo caso il suo diritto a fruire delle due ore di permesso è già in essere.
Cordiali saluti
Per approfondimenti: Agevolazioni sul posto di lavoro per i genitori, i familiari e i lavoratori con disabilità.Sono la mamma di una bambina con Sindrome di Down di 10 anni e mezzo, purtroppo si fa ancora la pipì addosso di notte, la bambina è invalida al 100%, vorrei sapere se posso avere i pannoloni dall’ASL; è anche molto miope, sinora gli occhiali e le lenti a contatto li abbiamo sempre acquistati, posso averli dall’ASL?
Attendo una vostra risposta, grazie.Gent.ma,
per avere diritto ai pannoloni occorre che sia riscontrata, dal medico specialista ASL (in questo caso un urologo) una incontinenza urinaria: è il problema specifico infatti che determina il diritto ad accedere a una qualche forma di presidio, non è la Sindrome di Down in sé, né il riconoscimento dell’invalidità civile. Lo stesso per gli occhiali: esistono tabelle di riferimento secondo le quali chi presenta un difetto visivo particolare (la miopia, seppur alta, non rientra tra questi) che determina un visus estremamente ridotto anche con le correzioni, ha diritto ad avere rimborsati gli occhiali.
Cordiali saluti
Per approfondimenti: Altre agevolazioni per le persone con disabilità e per il nucleo familiare.Chiedo cortesemente di sapere se il congedo retribuito di due anni per i genitori di disabili decurta le ferie e la 13.ma mensilità. Preciso che sono una dipendente della scuola.
In attesa di un gentile riscontro, porgo distinti saluti.Gentile Signora,
per il calcolo delle ferie e della tredicesima mensilità vengono presi in considerazione i giorni effettivamente lavorati, sia per quanto riguarda i lavoratori privati sia per quelli pubblici (a meno che il proprio contratto non disponga diversamente).
È quindi improprio parlare di decurtazione di ferie e tredicesima, poiché nulla viene tolto o “tagliato”: più correttamente, in misura proporzionale alla fruizione del congedo in questione (e quindi di giorni effettivamente non “lavorati”), esse non maturano.
Analoghe disposizioni valgono, per la stessa ragione, per i permessi ex L. 104/92.
Il riferimento normativo su tale questione è il Testo Unico 151, 26 marzo 2001, in particolare il comma 2 dell’art. 43 (che riporta a sua volta al comma 5 dell’art. 34).
Per approfondimenti: Agevolazioni sul posto di lavoro per i genitori, i familiari e i lavoratori con disabilità.Mi chiamo --- e frequento il 5 anno dell’Istituto -- -- -- , una scuola ad indirizzo socio-pedagogico.
Dovendo affrontare gli esami di maturità tra alcuni mesi, ho pensato di affrontare come argomento della tesina “L’aggressività nei soggetti affetti da sindrome di Down” o “La sessualità nei soggetti affetti da sindrome di Down”.
Ho cercato molti libri e film su questi due argomenti, ma non sembrano molto comuni, quindi mi rivolgo a Voi, affinché mi possiate consigliare del materiale. Avrei bisogno di titoli di film e di libri.
RingraziandoVi anticipatamente per il grande aiuto, ----Gentile ---, dato che si accinge a preparare una tesina riguardante la Sindrome di Down, mi sembra giusto che parta con un approccio corretto; spero che non prenda questi appunti come una bacchettata, essendo assolutamente convinto della Sue buone intenzioni.
Le persone con Sindrome di Down sono, appunto, persone (e non soggetti) che hanno la Sindrome di Down (non ne sono affetti, in quanto l’affezione riguarda una malattia, e la Sindrome di Down è invece una condizione genetica). L’aggressività è una caratteristica comportamentale che riguarda il genere umano; non è affatto più sviluppata nelle persone con Sindrome di Down, al pari di altre caratteristiche che invece (purtroppo) vengono spesso riferite alla totalità delle stesse, come fosse una categoria (...sono tutti buoni, tutti allegri, hanno tutti il senso della musica, eccetera eccetera).
In realtà ogni persona (con o senza Sindrome di Down) ha una propria personalità, un proprio carattere, proprie preferenze e quant’altro che gli derivano dal vissuto personale: in ciò la Sindrome di Down avrà il suo peso, ma non determinerà una tipologia di persone.
Detto ciò Le dò una bella notizia: l’Associazione Italiana Persone Down ha realizzato, ormai quattro anni fa, un film dal titolo “A Proposito di Sentimenti...” (regia di Daniele Segre, produzione RAI, Associazione Italiana Persone Down, Fondazione Italiana Verso il Futuro, I Cammelli s.n.c.), che parla d’amore ed affettività, i cui protagonisti sono coppie di ragazzi e ragazze con la Sindrome di Down. Il film ha una durata di 35 minuti e può essere richiesto presso l’Associazione Italiana Persone Down. All’importo (euro 23,24) verranno aggiunte le spese di spedizione (Viale delle Milizie, 106, 00192 - Roma - CCP 74585009).
Per un eventuale ordine, contatti in ogni caso la segreteria (06/3723909 oppure aipd@aipd.it).
Allego bibliografia sulla sessualità. Le consiglio personalmente il testo di Fabio Veglia - Handicap e sessualità, il silenzio, la voce, la carezza. (2000 - Milano, Angeli editore).
L’argomento è inoltre trattato sul capitolo 6 del libro “La Persona con Sindrome Down - Un’introduzione per la sua famiglia” di Anna Zambon Hobart, edito da Il Pensiero Scientifico Editore.
Per ulteriori informazioni ci ricontatti. Cordiali saluti e buon lavoro.
