Il decreto recepisce le proposte della nostra Associazione in materia di previdenza e inclusione lavorativa.
Con la firma del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR), si è concluso l’iter di adozione del nuovo Programma di Azione Triennale elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, di cui avevamo dato notizia in occasione della sua approvazione nel Consiglio dei ministri. L’atto definisce ufficialmente le linee guida e le azioni prioritarie che impegneranno le Istituzioni nel prossimo triennio.
A seguito di questo importante passaggio, la Ministra per le Disabilità ha inviato alla nostra Associazione una lettera di ringraziamento, esprimendo apprezzamento per il contributo tecnico fornito durante i lavori dell’Osservatorio. È con viva soddisfazione che riscontriamo come il testo finale del Programma accolga, tra le proprie azioni prioritarie, due istanze da noi promosse:
- Revisione dei requisiti di pensionamento: Superamento del criterio dell’aspettativa di vita calcolata sulla media della popolazione generale. L’azione prevede di parametrare l’accesso alla pensione sulla base della specifica condizione genetica, patologica rara o cronica del lavoratore.
- Compatibilità tra lavoro e pensione ai superstiti: L’intervento mira ad ampliare le fattispecie contrattuali che consentono di mantenere il diritto alla pensione ai superstiti (reversibilità). Attualmente, tale compatibilità è limitata a casi molto specifici, quali:
- Contratti di apprendistato;
- Convenzioni di integrazione lavorativa (ex art. 11 L. 68/99);
- Inserimenti lavorativi presso Cooperative di tipo B;
- Assunzioni di disoccupati di lunga durata.
Questa azione prioritaria punta a estendere la compatibilità anche attraverso altre modalità di inserimento lavorativo, evitando che il lavoratore debba scegliere tra l’autonomia lavorativa e la sicurezza economica futura.
Il nostro impegno per la fase attuativa L’adozione del Programma tramite DPR rappresenta un passaggio istituzionale di rilievo. La nostra Associazione seguirà ora i successivi passaggi legislativi affinché queste previsioni trovino piena applicazione. In tale sede, sarà nostra cura richiedere l’introduzione di specifiche clausole di salvaguardia per tutelare chi è stato assunto in passato con modalità allora non codificate, garantendo la certezza del diritto nel quadro della riforma del Progetto di Vita.