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Nella legge 17 dicembre 2021, n. 215, di conversione del decreto legge 146/2021, è stato inserito l’art. 12ter (Requisiti ai fini dell’assegno di cui all’articolo 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118) che recita:

1. Il requisito dell’inattivita’ lavorativa previsto dall’articolo 13 della legge 30 marzo 1971, n. 118, deve intendersi soddisfatto qualora l’invalido parziale svolga un’attivita’ lavorativa il cui reddito risulti inferiore al limite previsto dall’articolo 14-septies del decreto- legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33, per il riconoscimento dell’assegno mensile di cui al predetto articolo 13.

Come si ricorderà aveva suscitato la reazione del mondo associativo, delle persone con disabilità e poi della Ministra Stefani e del Ministro Orlando, la decisione dell’INPS, comunicata con il Messaggio n° 3495 del 14 ottobre 2021, di non erogare l’assegno mensile di invalidità civile (riconosciuto alle persone maggiorenni con invalidità compresa tra il 74 e il 99% con limite di reddito non superiore, per il 2021, a euro 4.931,29 euro) a chiunque prestasse attività lavorativa a prescindere dalla misura del reddito ricavato. Tale posizione andava dunque a modificare la situazione preesistente, secondo la quale l’inattività lavorativa, requisito citato nella legge 118/71 utile per il diritto all’assegno in questione, sussisteva anche in presenza di attività lavorativa purché questa non determinasse il superamento dell’importo stabilito quale limite di reddito.

Su questo sito abbiamo dato conto delle successive iniziative intraprese in merito alla questione:
Assegno mensile di invalidità civile, erogato solo se non c’è attività lavorativa, 15 ottobre
Assegno mensile e inattività lavorativa. Dopo il Messaggio INPS 3495, il Governo lavora per introdurre novità legislative, 4 novembre
Assegno mensile, approvato l’emendamento al decreto bilancio che ripristina la situazione originale, 2 dicembre

Con l’inserimento dell’art. 12ter al decreto legge 146/2021, è stata dunque ripristinata la situazione precedente, per cui le persone con invalidità civile parziale hanno diritto a percepire l’assegno mensile anche in caso di attività lavorativa che non determini il superamento del limite di reddito indicato, rivalutato per il 2022 in euro 5.010,20. Ribadiamo ancora una volta, dato le precedenti reazioni allarmate, che l’assegno mensile è misura diversa dalla pensione di invalidità civile, erogata a chi ha invalidità civile pari al 100%, che continua ad essere erogata a coloro che non superano il limite di reddito anche se derivante da lavoro, per il 2022, di euro 17.050,42.

Successivamente, il 28 dicembre, INPS ha pubblicato il Messaggio n° 4689, con il quale comunica che “alla luce dell’attuale assetto normativo, il precedente messaggio n. 3495 del 14 ottobre 2021 deve intendersi superato“.