Comunicato stampa

Oltre 4 mila chilometri percorsi in 28 tappe e altrettanti equipaggi. Circa 4500 pillole contro i pregiudizi distribuite. “Portiamo in giro per l’Italia la dignità e l’orgoglio delle persone con sindrome di Down. Abbiamo tanti compagni di viaggio e ne stiamo incontrando di nuovi”

Roma, 15 luglio 2019. Si ferma per un meritato riposo estivo, il camper del DownTour, che ha viaggiato ininterrottamente, dal 21 marzo a oggi, per portare in tutta Italia il suo messaggio di inclusione. L’ultima tappa di questa prima lunga marcia è in corso a Catania (13-15 luglio). Ripartirà poi alla volta di Siracusa, l’8 settembre.

«Questa pausa estiva è l’occasione per fare un primo bilancio di questa esperienza, che abbiamo voluto organizzare per il nostro 40° anniversario – spiega Anna Contardi, portavoce nazionale dell’associazione – Un’iniziativa di informazione e sensibilizzazione, ma anche un modo per mostrare la dignità e l’orgoglio delle persone che da 40 anni accompagniamo lungo un percorso di inclusione che, dal 1979 a oggi, è diventato sicuramente più semplice, ma che ancora presenta qualche ostacolo. Per questo il 14 luglio abbiamo partecipato anche al Disability Pride, perché ne condividiamo il messaggio e le richieste: da una parte l’orgoglio, dall’altra la consapevolezza che, per poter raggiungere il traguardo dell’inclusione, c’è ancora tanta strada da fare. Nel nostro DownTour ci accompagnano tanti compagni di viaggio, prime fra tutte le famiglie e gli sponsor (edizioni Erickson, Associazione Italiana Chef, Cuorenero), ma anche il film “Dafne”, con cui abbiamo la fortuna di condividere in parte questo cammino. E naturalmente il nostro testimonial e amico, Lino Guanciale, che per il DownTour e il 40° anniversario di AIPD ha realizzato lo spot video, prodotto gratuitamente per l’associazione da Frognroll.net e visto da oltre mezzo milione di persone. Ma il DownTour ci sta facendo fare nuove amicizie, permettendoci di stringere legami che speriamo di poter coltivare, sempre con l’obiettivo di abbattere i pregiudizi e creare comunità».

E di strada, fino a oggi, il camper del DownTour ne ha percorsa tanta: in tutto oltre 4.200 chilometri, 28 tappe e altrettanti equipaggi, per un totale di oltre 50 ragazzi con sindrome di Down a bordo del mezzo, accompagnati da familiari e operatori. «Una staffetta che fino a questo momento ha funzionato alla perfezione, a parte qualche piccolo inconveniente tecnico, che però fa parte della vita del camperista, o alcuni piccoli cambi di programma per questioni logistiche – riferisce Daniele Castignani, organizzatore del tour – E calorosa è stata l’accoglienza in tutte le città che abbiamo raggiunto: tanti si sono avvicinati per chiedere informazioni, assistere alle performance, o semplicemente curiosare. Finora abbiamo distribuito circa 4500 flaconcini delle nostre ‘pillole miracolose’».

Da 40 anni contro il pregiudizio. La campagna. Oltre allo spot, in occasione del suo 40° anniversario AIPD ha realizzato una campagna d’informazione, sensibilizzazione e raccolta fondi. Saranno offerti, a fronte di una piccola donazione, dei confetti di cioccolata, realizzati per AIPD dall’azienda “Cuorenero”, in forma di “Pillole per…”. Insieme alle confezioni di pillole, saranno distribuite informazioni sulla sindrome di Down e sulla storia dell’ AIPD .

La sindrome di Down e l’AIPD, in pillole. Nel nostro Paese un bambino ogni 1.200 nasce con la sindrome di Down, una condizione genetica alla base della più comune forma di disabilità intellettiva nel mondo. Fino a non molti anni fa si pensava che questi bambini sarebbero stati per sempre dipendenti dai loro genitori. Noi, invece, li abbiamo sempre considerati una risorsa con un grande potenziale, capace di contribuire allo sviluppo e all’arricchimento della nostra società. Per questo, nel 1979, poche, coraggiose famiglia hanno fondato ’Associazione Italiana Persone Down. Da allora, il coraggio di quelle famiglie e la loro convinzione di poter costruire un futuro migliore per i propri cari con la sindrome di Down, ne ha contagiate moltissime altre. Oggi sono quasi duemila i familiari che si impegnano quotidianamente, insieme a professionisti di ogni genere, nelle nostre 54 sezioni presenti in tutta Italia.

Le tappe del DownTour. Questo l’elenco delle città toccate finora dal camper: Roma, Viterbo, Perugia, Arezzo, Grosseto, Livorno, Viareggio, Pisa, Prato, Bergamo, Trento, Belluno, Treviso, Venezia, San Benedetto del Tronto, Avezzano, Benevento, Barletta, Campobasso, Potenza, Bari, Brindisi, Lecce, Taranto, Matera, Cosenza, Reggio Calabria, Catania.

Dopo l’estate sarà la volta di: Siracusa, Termini Imerese, Napoli, Avellino, Caserta, Frosinone, Formia, Latina, Anzio, Castelli Romani, Roma. In corso d’opera si è aggiunta anche la sezione AIPD di Gallura che porterà in piazza il Downtour pur non potendo ospitare il camper.

Di seguito, alcune testimonianze arrivate dalle diverse sezioni territoriali:

Roma. “Durante la nostra tappa di partenza e soprattutto il 21 marzo, grazie anche alla concomitanza con la Giornata mondiale e con il flashmob in piazza del Popolo, abbiamo intercettato circa 5 mila persone. A bordo c’erano Giovanni e Flavia, papà e figlia con sindrome di Down. Particolarmente emozionanti sono stati il flashmob e l’evento culinario con lo Chef Golino di Italian Chef Accademy”.

Viterbo. “Il nostro equipaggio era composto da un genitore e tre ragazzi con sindrome di Down. Eventi centrali della tappa sono stati la cerimonia presso il palazzo dei Priori e la mostra sulle nostre conquiste di 40 anni di impegno, con poster, articoli di giornali, foto, filmati. Molto emozionante”

Perugia. Il camper ha girato quasi tutta la provincia di Perugia, sicuramente sono state raggiunte più di 1500 persone. Tutti i membri dell’equipaggio sono stati eccezionali, partecipando con pazienza alle numerose iniziative che avevamo in programma. L’evento principale è stato quello di domenica 31 marzo su Perugia. Tra i ricordi più belli, la banda che suonava con il nostro mitico Luca Morini al tamburo: c’era gente che ballava e tantissime persone con sindrome di Down, conosciute o no, che sono venute da ogni dove. Preziosa è stata la collaborazione delle altre associazioni che si occupano della Sindrome di Down: A.b.D. Fortitudo Libertas Perugia e Uno in Più associazione Sindrome Down di Corciano”.

Campobasso. “La città ha risposto con entusiasmo e partecipazione a tutti gli eventi proposti. L’equipaggio era composto da un genitore, tre ragazzi con la sdD, un operatore e un volontario. Il senso dell’iniziativa è tutto nelle parole di Pierpaolo, un uomo con la sdD: “Il pregiudizio è quando tutti ti guardano con stupore, e hai tanti occhi addosso. Ora non mi guarda più nessuno per la mia diversità, ma mi guardano perché mi hanno visto in televisione, e hanno visto che sono oltre quello che appaio”.

Barletta. “Abbiamo intercettato, durante la nostra tappa, circa 400 persone. L’iniziativa principale è stata uno spettacolo teatrale, a cui i nostri ragazzi hanno lavorato per quattro mesi in collaborazione con una compagnia teatrale locale. E poi è stato fantastico vedere i nostri giovani che, vendendo le caramelle, si rapportavano con estranei e parlavano loro dei progetti dell’associazione”.

Lecce. “Le persone che hanno assistito con entusiasmo e partecipazione alle diverse performances dei nostri ragazzi nelle due giornate della tappa sono state circa 230. L’iniziativa principale si è svolta a Nardò, sede della nostra Associazione, nella splendida cornice di piazza Salandra; qui i nostri ragazzi si sono esibiti in una serie di balli argentini guidati da un’eccezionale maestra, Stefania Filograna e in un minitorneo di basket. Numerose sono state le testimonianze di entusiasmo, affetto e partecipazione tra tutti coloro che ci hanno accompagnato durante la nostra tappa”.