A distanza di pochi giorni dall’incontro  tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la delegazione delle associazioni di persone con disabilità, registriamo un primo, significativo e positivo riscontro.

Come riportato nella notizia con cui abbiamo informato dell’incontro dello scorso 2 settembre, la FISH, nella cui rappresentanza era presente il presidente AIPD Paolo Virgilio Grillo, ha presentato una memoria in cui, nel sintetizzare le principali istanze già espresse in questi anni e che ancora attendono le adeguate e complessive risposte, ha ribadito la necessità di una profonda revisione delle strategie complessive.
Punto di partenza ineludibile è ricondurre alla Presidenza del Consiglio l’assunzione delle competenze istituzionali sui temi della disabilità; la frammentazione politica ed amministrativa a cui fino ad oggi abbiamo assistito ha inevitabilmente dato luogo a risposte settoriali, spesso slegate e a volte addirittura in contrasto le une con le altre.

Con l’intervento di replica al voto di fiducia, nella seduta alla Camera dei Deputati del 9 settembre, il presidente del Consiglio ha comunicato la decisione di riportare a sè le competenze in questione:

Qui la parte della memoria presentata dalla FISH, dedicata al tema in oggetto:
“L’esperienza di questi anni ci porta ad affermare che per giungere alla reale attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità siano necessari da un lato una forte volontà politica e dall’altro un assetto strategico e istituzionale chiaro, senza dimenticare la necessità di un intervento di coordinamento e innovazione della normativa vigente.
Questi impegni non possono essere che assunti e gestiti ai massimi livelli istituzionali con regia, indirizzo e monitoraggio congruenti.
Riteniamo che la Presidenza del Consiglio dei Ministri sia l’attore più forte e migliore per assumere quelle competenze istituzionali, ricomporre l’improduttiva frammentazione politica ed amministrativa a cui fino ad oggi abbiamo assistito, attuare la Convenzione ONU, innovare le politiche nel nostro Paese superando l’assistenzialismo e le risposte settoriali, promuovere l’inclusione e garantire il diritto di cittadinanza a tutti.
La Presidenza può autorevolmente assumere i compiti di indirizzo e di coordinamento verso i Dicasteri e gli Enti pubblici, relazionarsi legittimamente con le le Regioni e gli Enti locali nel rispetto dell’art. 117 cost. ma anche nell’intento di garantire livelli uniformi di prestazioni che rimuovano le attuali evidenti disparità territoriali.
A Lei, Professor Conte, valutare se debba essere un dipartimento specifico o un’altra struttura ad occuparsi, in modo non ancillare, di disabilità. Di certo riteniamo che questo attore, oltre ad essere incardinato nelle più elevate competenze istituzionali, debba disporre di deleghe ampie, forti, chiare e disporre di adeguate risorse; contare su una struttura solida e tecnicamente autorevole e preparata; essere orientata al confronto produttivo con le organizzazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie; disporre di sufficienti attribuzioni per mantenere interlocuzioni proficue con i dicasteri, le Autorità, le istituzioni pubbliche, le Regioni; operare in stretto contatto, e quindi in anche in prossimità, con l’Osservatorio nazionale sulle condizioni di vita istituito dalla norma di ratifica della Convenzione ONU.”