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E’ online sul sito www.informazionesenzafiltro.it (progetto editoriale che si pone l’obiettivo di parlare di lavoro e di persone che lavorano) l’articolo “Accessibilità e sicurezza: disabili inclusi nel lavoro ma esclusi dalla formazione” a firma di Sara Bellingeri, che riporta l’intervista sul tema ad Anna Contardi, coordinatrice nazionale AIPD.

Nell’articolo, dedicato appunto al tema sicurezza sui luoghi di lavoro e lavoratori e lavoratrici con disabilità, emerge la fotografia di uno stato di esclusione di questi dalla formazione, che “porta con sé rischi tangibili, e non da ultimi danni veri e propri: episodi di esclusione di lavoratori con disabilità dalle prove antiincendio, mancanza di una loro responsabilizzazione, inaccessibilità delle informazioni basilari, e molto altro“.

Si legge nell’articolo: “Nel 2018 AIPD ha denunciato il fatto che a livello europeo mancavano delle linee guida condivise relative al tema urgente della sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici con disabilità intellettiva, che rispetto a quella fisica deve scontrarsi con stereotipi ancora più ardui da contrastare. Abbiamo raggiunto telefonicamente la coordinatrice nazionale di AIPD Anna Contardi per confrontarci sulla questione. “Proprio nel periodo in cui abbiamo fatto presente il problema un nostro gruppo di operatori ha fatto un viaggio in Inghilterra finalizzato a confrontarsi sulle metodologie e le strategie relative al tema sicurezza”, sottolinea. “Abbiamo inoltre appena avuto l’approvazione di un progetto europeo, di nome VALUES, che riguarda la realizzazione di un corso di formazione alla sicurezza sul lavoro con modalità di alta comprensibilità per persone con disabilità intellettiva”. L’iniziativa partirà a febbraio 2022 e mira a tutelare il principio di eguaglianza, oltre che il diritto di inclusione alla formazione, come spiega Anna Contardi: “I contenuti sono gli stessi degli altri lavoratori, cambiano solo le modalità di veicolazione per consentirne l’apprendimento. Sarà inoltre realizzato online utilizzando più lingue”. Sfatiamo così subito un pregiudizio ancora oggi diffuso, ossia che la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici con disabilità intellettiva vada delegata ad altre persone, sfociando così nell’assistenzialismo. “Purtroppo si dimentica spesso che un bambino con disabilità diventerà un adulto non da custodire e proteggere, bensì più consapevole dei rischi. Ogni vero percorso di autonomia deve sempre includere il tema della sicurezza”.”

Non manca anche un riferimento anche alla rete “Value-able”, che – dati fino al 2019 –  ha incluso lavorativamente circa quattrocento persone con disabilità intellettiva in alberghi, ristoranti, B&B, bar e fast food, come tirocinanti o come lavoratori; il lavoro di promozione dell’inserimento al lavoro di ragazzi e adulti con sindrome di Down nell’ambito della ristorazione e dell’accoglienza da sempre riguarda anche la formazione HACCP, realizzata in linguaggio ad alta comprensibilità.

L’articolo prosegue poi con il contributo di Rodolfo Dalla Mora, presidente della Società Italiana Disability Manager (S.I.Di.Ma.), associazione che si pone “l’obiettivo di creare un confronto costante e allargato tra le figure dei e delle disability manager del territorio italiano, così da tutelare e promuovere i diritti delle persone con disabilità, incluso l’ambito lavorativo e la problematica dell’esclusione dalla sicurezza” e che organizza incontri formativi su diverse tematiche relative l’inclusione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro. Dalla Mora afferma, tra l’altro, “Le persone con disabilità non vengono praticamente mai coinvolte nei cosiddetti tavoli di incontro con i coordinatori delle singole aree preposte per risolvere le criticità e aggiornare i criteri relativi alla sicurezza” e “Mancano una cultura e una conoscenza delle disabilità soprattutto di carattere cognitivo o relative all’autismo da parte dei responsabili della sicurezza. A ciò si aggiunge la pericolosa concezione secondo la quale la persona con disabilità intellettiva non possa essere un soggetto attivo all’interno dell’azienda anche dal punto di vista della sicurezza. […] La chiave di volta per la prevenzione è rappresentata dai cosiddetti accomodamenti ragionevoli, come definiti dalla Convenzione delle Nazioni Unite, ossia quella serie di modifiche e adattamenti che consentono, attraverso l’eliminazione di barriere di diversa natura, la piena partecipazione delle persone con disabilità alla vita professionale su base di uguaglianza con gli altri lavoratori/lavoratrici“.