Con l’ormai prossima pubblicazione del “Decreto-Legge «Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione»” già approvato dal Consiglio dei Ministri, alle 20 province già coinvolte nella fase di sperimentazione della “Riforma della Disabilità” se ne aggiungeranno dal 1° marzo altre 40, in attesa dell’estensione della Riforma in tutto il territorio nazionale a decorrere dal 1° gennaio 2027.
Anche nelle province già coinvolte, tuttavia, la Riforma non è ancora totalmente operativa: riguardo all’iter della valutazione di base, descritto all’ art. 5 del Dlgs 62/2024 come procedimento unitario per vari accertamenti sanitari, per il quale il certificato introduttivo costituisce già domanda – è attualmente possibile solamente per tre specifiche disabilità e condizioni: Disturbi dello spettro autistico, Sclerosi multipla, Diabete mellito di tipo 2.
Pertanto, le persone con sindrome di Down, anche se residenti nelle province interessate dalla fase di sperimentazione, per l’accertamento di invalidità civile – come per tutti quelli elencati all’ art. 5 – seguiranno il “vecchio” iter.
N.B.: Tuttavia, “Il diritto a richiedere l’elaborazione del progetto di vita è riconosciuto anche in favore di coloro che sono in possesso di una certificazione ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, rilasciata prima della data del 1° gennaio 2027, senza effettuare la valutazione di base. Ai procedimenti per il progetto individuale di cui all’articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328 in corso alla data del 1° gennaio 2027 si applicano le disposizioni del Capo III, senza preventiva valutazione di base (art. 35, comma 4).
Dunque: dal 1° marzo (anche) i residenti nelle nuove 40 province avranno pieno diritto all’elaborazione del progetto di vita, peraltro già previsto dall’art. 14 della L. 328/2000, ma prospettato nel testo come “possibilità”
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