Scheda pubblicata il 22/05/2026


Più tutela per gli alunni con disabilità e per le loro famiglie

Questa scheda sintetizza e riadatta, per finalità divulgative, i contenuti dell’articolo di Salvatore Nocera pubblicato su Le Tecniche della scuola  il 19 maggio 2026. Si ringraziano l’autore e la redazione di Notizie scuola per la gentile concessione. Per approfondimenti si rinvia al testo integrale dell’articolo.  

Con una sentenza molto importante (Cassazione, Sezioni Unite, n. 12704 del 5 maggio 2026), la Corte di Cassazione ha stabilito che il PEI – Piano Educativo Individualizzato – è un atto definitivo.

Questo significa che, se una famiglia ritiene insufficienti le ore di sostegno indicate nel PEI, può rivolgersi direttamente al Tribunale civile per chiedere tutela dei diritti dello studente.

Qual era il nodo da chiarire?

In alcuni casi i tribunali avevano considerato il PEI come un atto solo “provvisorio”, sostenendo quindi che eventuali ricorsi dovessero essere presentati al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale). L’incertezza nasceva anche dal fatto che il D.Lgs. 66/2017 usa il termine “PEI provvisorio” in alcune situazioni, creando molta confusione.

Che cosa ha chiarito la Cassazione?

La Cassazione ha chiarito che il PEI approvato dal GLO non può essere considerato semplicemente “provvisorio”, perché da quel documento dipendono concretamente:

  • le ore di sostegno;
  • l’organizzazione degli interventi;
  • il diritto allo studio dell’alunno con disabilità.

Secondo la Corte, sarebbe assurdo considerare “non definitivo” il PEI fino a ottobre, perché questo rischierebbe di lasciare gli alunni senza adeguato sostegno all’inizio dell’anno scolastico. Perché questa decisione è importante per le famiglie? La sentenza dà maggiore chiarezza e tutela concreta. Ora è più chiaro che le famiglie possono:

  • contestare subito un PEI ritenuto insufficiente;
  • rivolgersi al tribunale civile;
  • chiedere il riconoscimento delle ore di sostegno necessarie.

Inoltre, nei casi di discriminazione ai sensi della Legge 67/2006, può essere richiesto anche il risarcimento dei danni.

Un chiarimento utile anche per evitare spese inutili

La decisione della Cassazione evita che le famiglie presentino ricorsi al giudice sbagliato (ad esempio al TAR invece che al tribunale civile), con perdita di tempo e aggravio di costi.


Salvatore Nocera

Enrico Palladino

Andrea Sinno

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