Nella seduta di mercoledì 17 giugno 2026, la Commissione Affari Costituzionali del Senato, nel proseguire il dibattito intorno al testo del DDL 1299 “Modifiche agli articoli 3 e 38 della Costituzione in materia di diritti delle persone con disabilità”, ha approvato all’unanimità gli emendamenti che propongono l’utilizzo della parola “disabilità” e la cancellazione della parola “minorato” negli articoli della Costituzione.

In particolare, gli articoli della Costituzione interessati sono:

  • numero 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese“;
  • numero 38: “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L’assistenza privata è libera“.

Tale decisione sarà riferita dal relatore della Commissione in Assemblea.