Roma, 3 settembre 2026 – La Ministra per le Disabilità, On. Alessandra Locatelli, ha visitato oggi la sede dell’AIPD – Associazione Italiana Persone con sindrome di Down, incontrando la struttura nazionale dell’Associazione e la Sezione di Roma.
Ad accoglierla, presso la sede nazionale di Piazza Flavio Biondo, i dipendenti, che hanno avuto l’opportunità di presentarsi personalmente alla Ministra e di illustrare il proprio ruolo professionale, le attività svolte e il contributo quotidianamente offerto ai progetti e ai servizi rivolti alle persone con sindrome di Down e alle loro famiglie.
La visita è poi proseguita con l’incontro con il Consiglio di Amministrazione di AIPD Nazionale, durante il quale sono state anticipate alcune delle principali questioni che l’Associazione considera oggi prioritarie e raccolte nel documento “Proposte per rafforzare i diritti e le opportunità delle persone con sindrome di Down e delle loro famiglie”, che sarà inviato ufficialmente alla Ministra.
Tra i principali temi al centro del confronto le criticità relative alle fideiussioni che le associazioni devono stipulare per accedere ai finanziamenti pubblici, l’applicazione della riforma della disabilità e la legge sui caregiver.
AIPD ha inoltre sottolineato bisogni e diritti disattesi relativi alla salute, al lavoro, all’autonomia e alla residenzialità.
Il documento nasce dall’esperienza quotidiana maturata da AIPD in oltre quarantacinque anni di attività e dalla rete delle associazioni territoriali, delle famiglie, dei professionisti e, soprattutto, dal vissuto delle persone con sindrome di Down. L’obiettivo è rendere concretamente esigibili e uniformi sul territorio nazionale diritti già riconosciuti, superando ostacoli burocratici, amministrativi e applicativi che ancora oggi ne limitano la piena e omogenea attuazione.
Particolare attenzione è stata dedicata alla questione delle fideiussioni richieste agli Enti del Terzo Settore per poter ottenere le anticipazioni relative ai progetti finanziati dai bandi di concorso degli enti pubblici: un meccanismo che, a causa dell’accumulo delle garanzie richieste e della lentezza dei soggetti erogatori nel validare le rendicontazioni, può paralizzare le attività e paradossalmente impedire anche agli enti più attivi e affidabili di avviare nuovi progetti già approvati e finanziati.
AIPD ha proposto, tra le possibili soluzioni, l’istituzione di un Fondo pubblico di garanzia per gli Enti del Terzo Settore, insieme a strumenti alternativi, quali garanzie ridotte per gli enti con una comprovata affidabilità, svincolo progressivo delle fideiussioni, finanziamenti per stati di avanzamento e procedure di rendicontazione più tempestive.
Il confronto ha riguardato anche la riforma della disabilità, con particolare riferimento alla sperimentazione e sostenibilità del Progetto di vita, che deve realmente essere uno strumento per costruire percorsi personalizzati che tengano conto dei desideri, delle inclinazioni, delle potenzialità e dei bisogni individuali.
Tra gli altri temi trattati: l’inclusione lavorativa stabile e accompagnata; il riconoscimento e il sostegno concreto dei caregiver familiari; l’autonomia e la residenzialità secondo il principio del “durante noi” prima del “dopo di noi”; la scuola, l’accessibilità cognitiva e una maggiore uniformità dei diritti su tutto il territorio nazionale.
Alla base delle proposte formulate da AIPD vi sono principi e obiettivi semplici, ma fondamentali: autonomia possibile, lavoro possibile, abitare e residenzialità possibile, salute possibile, relazioni e partecipazione sociale possibili, costruendo ogni percorso sulle volontà, sui bisogni e sui sostegni necessari alla singola persona, senza che il livello delle capacità possa mai diventare motivo di esclusione da un diritto.
Nel corso dell’incontro la Ministra Locatelli ha mostrato grande disponibilità all’ascolto e condivisione rispetto alle problematiche rappresentate, manifestando la volontà di approfondire le questioni esposte e di portarle all’attenzione di un tavolo tecnico, affinché possano essere individuate soluzioni concrete e, laddove necessario, avviato il relativo percorso normativo e parlamentare.
«Sostenere il Terzo Settore – sottolinea il Presidente nazionale AIPD, Gianfranco Salbini – significa dare ossigeno a quelle organizzazioni che ogni giorno affiancano le persone con disabilità, ma significa anche sostenere concretamente le loro famiglie e i caregiver. Non possiamo chiedere alle associazioni di progettare, innovare e garantire continuità nei servizi e, contemporaneamente, sottoporle a meccanismi burocratici e finanziari che rischiano di paralizzarne l’attività».
«Le famiglie – prosegue Salbini – non devono essere lasciate sole. È necessario costruire una rete reale nella quale istituzioni, servizi pubblici e Terzo Settore condividano responsabilità e strumenti. Il sostegno alle famiglie e ai caregiver non è un elemento accessorio delle politiche sulla disabilità: è una parte essenziale della prevenzione dell’isolamento, della solitudine e di quelle situazioni di esasperazione che, nei casi più estremi, possono contribuire a creare contesti drammatici. Anche alla luce di recenti fatti di cronaca come quello di Pietralata, dobbiamo interrogarci tutti su cosa sia possibile fare prima, affinché nessuna famiglia venga lasciata sola di fronte a difficoltà diventate insostenibili».
AIPD ha quindi ribadito la propria piena disponibilità a mettere a disposizione delle istituzioni esperienza, dati, professionalità e rete territoriale, affinché la visita di oggi non rimanga un momento isolato, ma rappresenti l’avvio di un percorso operativo e verificabile.
Il messaggio consegnato alla Ministra è chiaro: le persone con sindrome di Down devono poter costruire il proprio progetto di vita, lavorare, abitare, curarsi, avere relazioni e partecipare pienamente alla vita della comunità; le famiglie non possono essere lasciate sole e le associazioni devono essere messe nelle condizioni di continuare a garantire servizi e opportunità.