Giornata Nazionale Persone con Sindrome di Down, il camper di Aipd finisce il suo viaggio
Musica, birra e “fingerfood” per la fine del DownTour
5.000 chilometri percorsi in 38 tappe e altrettanti equipaggi, 10.000 confezioni di pillole vendute
Appuntamento il 13 ottobre alla Terrazza del Pincio: per AIPD si esibirà il maestro Sparagna.
Cibo da strada dello chef Golino e in anteprima la birra “Tale&Quale”

Roma, 9 ottobre 2019 – 5000 km percorsi, 10.000 confezioni di pillole vedute, 38 tappe ed altrettanti equipaggi: sono questi i numeri del “DownTour”, il viaggio del camper contro il pregiudizio, messo in moto da AIPD lo scorso 21 marzo, che in sette mesi ha attraversato tutta Italia. Su YouTube è stato appena pubblicato il video che racconta, in tre minuti, questa lunga e ricca avventura:

Musica, cibo e birra: la festa di chiusura. Il 13 ottobre il camper tornerà a Roma dopo aver compiuto la sua missione: portare nelle strade e nelle piazze di tutto il Paese le persone con sindrome di Down, i loro familiari e chi ogni giorno vive accanto a loro, per incontrare associazioni, rappresentanti delle istituzioni e semplici passanti.

Una grande festa, in una location speciale, accoglierà il camper: sulla Terrazza del Pincio si terrà, alle 16.30, un concerto del Maestro Ambrogio Sparagna e del coro popolare dell’ OPI diretto da Annarita Colaianni. Il maestro Sparagna, musicista e musicologo, ha fatto conoscere la musica popolare al grande pubblico: il suo concerto rappresenta simbolicamente le tante voci delle piazze che hanno accompagnato questo viaggio.

Ci sarà anche – stesso luogo e stessa ora – lo chef Andrea Golino, campione italiano di fingerfood, a far assaggiare le sue specialità. La festa di chiusura del DownTour sarà anche l’occasione per sorseggiare in anteprima la birra “Tale & Quale”, la creazione di Birra del Borgo dedicata alla Giornata Nazionale AIPD. A partire dal 13 ottobre, dopo la degustazione al Pincio, si troverà in tutti i locali “Birra del Borgo”: l’osteria di via Silla e i banconi di via del Pigneto, piazza Bologna e Spedino (Rieti). Una bottiglia da 33cl che vuole raccontare una storia di diversità e uguaglianze che arricchiscono: acquistarla e sorseggiarla permetterà di sostenere i progetti dell’Associazione Italiana Persone Down.

La Giornata nazionale. L’evento di chiusura del DownTour è il contributo di AIPD alla Giornata nazionale delle persone con sindrome di Down, che si celebra il 13 ottobre. Tante le iniziative previste in 150 piazze e quasi 40 città d’Italia, per informare, sensibilizzare e rompere i luoghi comuni sulla sindrome di Down. Tra gli appuntamenti in programma, l’11 ottobre alle 18, ci sarà la presentazione del libro di Anna Contardi “10 cose che ogni persona con sindrome di Down vorrebbe che tu sapessi”, presso la libreria Erickson (viale Etiopia, 20): una full immersion nella sindrome di Down: presentazione del libro che smaschera le bufale; DownQuiz e gli interventi Martina Fuga (mamma e scrittrice) e Gabriele Di Bello, il giovane socio di Aipd che presto debutterà sul piccolo schermo.

DownTour, un percorso lungo 5 mila chilometri. Tante le iniziative inventate dalle diverse sezioni territoriali che hanno accolto e accompagnato il camper: dai convegni alle mostre, dalle manifestazioni sportive agli eventi culinari, dai cori e i balli in piazza alle proiezioni di due film che con AIPD condividono un pezzo di strada: “Dafne” di Federico Biondi (Vivo Film) e “Mio fratello rincorre i dinosauri” di Stefano Cipani (Paco Cinematografica). Accanto al camper, spesso si sono visti gli amici dell’Associazione Italiana Chef, che insieme ai  ragazzi hanno preparato e distribuito “pietanze da strada”. E sempre c’erano, pronte per essere distribuite e “somministrate”, le “pillole” di AIPD contro tutti i pregiudizi: colorati confetti di cioccolata, prodotti dall’azienda “Cuorenero” per sostenere l’associazione nella sua avventura, iniziata 40 anni fa. Compagna fedele di viaggio, la casa editrice Erickson, che con due libri apre e chiude il DownTour: “Informarsi, capire e votare: l’importante è partecipare”, di Carlotta Leonori e Francesco Cadelano, pubblicato nel mese di marzo. E il libro di Anna Contardi, per chiudere questo viaggio con un attacco diretto (argomentato e documentato) a tutti i luoghi comuni.

Aipd, una storia lunga 40 anni. Nel nostro Paese un bambino ogni 1.200 nasce con la sindrome di Down, una condizione genetica alla base della più comune forma di disabilità intellettiva nel mondo. Fino a non molti anni fa si pensava che questi bambini sarebbero stati per sempre dipendenti dai loro genitori. “Noi, invece, li abbiamo sempre considerati una risorsa con un grande potenziale, capace di contribuire allo sviluppo e all’arricchimento della nostra società”, spiega Anna Contardi, coordinatrice nazionale di AIPD. Per questo, nel 1979, poche, coraggiose famiglie hanno fondato l’Associazione Italiana Persone Down, che allora si chiamava, significativamente, Associazione bambini Down. Da allora, il coraggio di quelle famiglie e la loro convinzione di poter costruire un futuro migliore per i propri cari con la sindrome di Down, ne ha contagiate moltissime altre. Oggi sono quasi duemila i familiari che si impegnano quotidianamente, insieme a professionisti di ogni genere, nelle 54 sezioni presenti in tutta Italia. A raccontare la storia di AIPD e delle sue conquiste, lo spot realizzato gratuitamente da Frognroll in occasione dell’anniversario dell’associazione.

Sindrome di Down. Ieri, oggi e domani. Dal 1979 a oggi sono cambiate molte cose: le persone con sindrome di Down vivono più a lungo, frequentano le scuole pubbliche, dall’asilo nido all’università, vivono in famiglia e non in istituto, si muovono in città, lavorano e, quasi sempre, desiderano andare a vivere da soli (o con gli amici) una volta diventati adulti. “Una rivoluzione resa possibile grazie alla volontà delle persone con sindrome di Down, alle loro famiglie che li hanno sostenuti, alle associazioni, ai volontari, agli operatori che ci hanno creduto e alla scelta dell’inclusione – afferma Anna Contardi – Ma la strada continua e siamo certi che molto c’è ancora da fare, ancora sopravvivono molti pregiudizi. Le persone con sindrome di Down chiedono di essere ascoltate e guardate negli occhi, non solo dai loro familiari o dai medici, ma da tutti noi che li incontriamo oggi, ai giardini, sull’autobus o al supermercato”.