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Sul tema dei giorni di assenza dal lavoro dei lavoratori fragili l’INPS è intervenuta pubblicando il Messaggio n° 4157, 9 novembre 2020 “Tutela a favore dei lavoratori fragili, di cui al comma 2 dell’articolo 26 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27. Novità introdotte dall’articolo 26, comma 1-bis, decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126”.

Secondo l’art. 26, comma 1-bis del decreto legge 104/2020, convertito con modificazioni nella legge 126/2020, per i lavoratori con handicap riconosciuto ai sensi del comma 3, art. 3 della legge 104 e/o in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, il periodo di assenza dal servizio fino al 15 ottobre è equiparato al ricovero ospedaliero ed è prescritto dalle competenti autorità sanitarie, nonché dal medico di assistenza primaria che ha in carico il paziente, sulla base documentata del riconoscimento di disabilità o delle certificazioni dei competenti organi medico-legali.

Inoltre, il comma 2-bis prevede che “a decorrere dal 16 ottobre e fino al 31 dicembre 2020, i lavoratori fragili di cui al comma 2 svolgono di norma la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto“.

Nel Messaggio 4157 INPS chiarisce che “L’equiparazione per i lavoratori aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia comporta il riconoscimento della prestazione economica e della correlata contribuzione figurativa entro i limiti del periodo massimo assistibile previsto dalla normativa vigente per la specifica qualifica e il settore lavorativo di appartenenza” e che “Pertanto, per accedere alla tutela in argomento, il lavoratore dovrà produrre la certificazione di malattia riportante il periodo di prognosi e l’indicazione della condizione di fragilità con gli estremi della documentazione relativa al  riconoscimento della disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/2020 ovvero della condizione di rischio derivante da immunodepressione, esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita, attestata dagli organi medico-legali delle Autorità sanitarie locali territorialmente competenti“.

Ciò significa che saranno riconosciuti come malattia (e dunque retribuiti come tale) i periodi di assenza  giustificati da relativo certificato medico entro il limite del periodo massimo di malattia previsto dal proprio contratto collettivo nazionale di riferimento (generalmente 180 gg. l’anno), e non l’eventuale periodo eccedente. Dunque, in caso di assenze complessive per malattia (sia quelle di malattia “ordinaria” “ordinaria”, sia le assenze dal servizio equiparate a degenza ospedaliera per effetto delle misure “anti-covid”) risultassero superiori a quelle previste dal CCNL , il periodo eccedente non sarebbe considerato malattia (pertanto non retribuito come tale).

Il servizio di consulenza AIPD Telefono D è a disposizione per ulteriori chiarimenti in merito, può essere contattato alla email telefonod@aipd.it