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Pubblicato nella Gazzetta ufficiale n° 52, 2 marzo 2021, il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2 marzo 2021 che dispone nuove indicazioni relative alle misure di contenimento della diffusione del contagio da coronavirus, in vigore fino al 6 aprile 2021.

La novità più importante è quella introdotta dall’art. 11, comma 5, che prevede la possibilità, per gli accompagnatori di persone con handicap riconosciuto ai sensi del comma 3, art° 3, legge 104/92, di entrare in ospedale con i loro cari, permanendo nelle sale di attesa dei pronto soccorso o anche nei reparti di degenza, ovviamente sempre nel rispetto delle indicazioni sanitarie della struttura:

5. E’ fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto e fatta eccezione per gli accompagnatori dei pazienti in possesso del riconoscimento di disabilita’ con connotazione di gravita’ ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, che possono altresi’ prestare assistenza anche nel reparto di degenza nel rispetto delle indicazioni del direttore sanitario della struttura.

Sul tema ricordiamo la recente mozione del comitato di Bioetica e l’iniziativa promossa da AIPD ANFFAS e Coordown delle scorse settimane.

Confermata al comma 6 dello stesso art° 11, la disposizione relativa alle visite nelle RSA e strutture residenziali, che vengono stabilite dalle relative  direzioni sanitarie:
6. L’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalita’ e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, e’ limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che e’ tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.

Queste disposizioni, indicate nel Capo III del decreto (che fa riferimento alla cosiddetta zona Bianca), si applicano anche alle zone Arancioni (vedi art. 34) e zone Rosse (art. 39).

Riproposte, all’art. 3, specifiche indicazioni rivolte alle attività svolte da persone con disabilità:
1. Le attivita’ sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle erogate all’interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilita’, qualunque sia la loro denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario vengono svolte secondo piani territoriali, adottati dalle regioni, assicurando attraverso eventuali specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.
2. Le persone con disabilita’ motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilita’ intellettiva o sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessita’ di supporto, possono ridurre il distanziamento interpersonale con i propri accompagnatori o operatori di assistenza, operanti a qualsiasi titolo, al di sotto della distanza prevista, e, in ogni caso, alle medesime persone e’ sempre consentito, con le suddette modalita’, lo svolgimento di attivita’ motoria anche all’aperto.